Reintrodotti i controlli sulle frontiere tra Italia e Slovenia, Croazia e Ungheria
foto: EPA Reintroduzione dei controlli sulla frontiera italo-slovena Il Governo italiano ha comunicato , in seguito allo scoppio del conflitto in Palestina e Israele e all'inalzarsi dell'allerta antiterrorismo, la reintroduzione dei…
 foto: EPA
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Reintroduzione dei controlli sulla frontiera italo-slovena
Il Governo italiano ha comunicato, in seguito allo scoppio del conflitto in Palestina e Israele e all'inalzarsi dell'allerta antiterrorismo, la reintroduzione dei controlli in entrata alle frontiere terrestri con la Repubblica di Slovenia in base all'articolo 28 del Trattato di Schengen (Regolamento UE 2016/339). La misura verrà effettuata dal 21 ottobre per i prossimi 10 giorni prorogabili fino a 6 mesi secondo quanto stabilito dal Regolamento UE sopracitato (artt. 25 e 28). Le modalità di controllo saranno proporzionate alla minaccia e calibrate al fine di causare il minor impatto possibile sul traffico merci e sulla circolazione transfrontaliera di persone. Per varcare la frontiera sarà quindi necessario dotarsi di documento d'identità valido per l'espatrio. Al fine di intensificare i controlli, verrà impiegato qualche centinaio di ulteriori membri delle forze di polizia ed esercito che si aggiungeranno a quelli già presenti in loco. Le azioni di controllo confinario sono in ogni caso coordinate con le forze dell'ordine slovene.
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 vir/fonte: Il Piccolo
Reintroduzione dei controlli sulle frontiere con la Croazia e l'Ungheria
Come l'Italia anche la [Slovenia](https://www.gov.si/novice/2023-10-19-slovenija-v-soboto-ponovno-uvaja-nadzor-na-meji-s-hrvasko-in-madzarsko/) ha sospeso con un decreto del Governo la libera circolazione delle persone attraverso il confine, come avviene nell'area Schengen, e ha ripristinato i controlli ai valichi di frontiera con Croazia e Ungheria a partire da sabato 21 ottobre e fino a fine mese (prorogabile per un periodo massimo di 6 mesi). Ciò fa seguito alla decisione dell'Italia di reintrodurre i controlli alle proprie frontiere nazionali in considerazione del potenziale aumento del rischio e dell'innalzamento dei livelli di attenzione nell'intera regione nonché della possibilità di un rafforzamento dei flussi migratori lungo la cosiddetta "rotta balcanica". Esiste infatti il rischio che membri di vari movimenti terroristici ed estremisti tentino di infiltrarsi nei flussi migratori, mettendo in pericolo la sicurezza del Paese. La Slovenia agirà in coordinamento con le autorità di sicurezza dei Paesi confinanti: Italia, Croazia e Ungheria. Come comunicato dalla Polizia slovena, sui valichi confinari principali (stradali e ferroviari), il passaggio sarà consentito a tutti i cittadini (UE ed extra UE). Sui valichi di seconda categoria, sarà consentito il passaggio solo ai cittadini sloveni e altri cittadini UE che possono liberamente circolare all'interno dell'Unione.
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